Il Taijiquan: così bello, così difficile...

L’esperienza di un’allieva
 
 
Le mie fasi nell’apprendimento del Taijiquan:
 - Prima fase: la forma sembra un pezzo unico, come le lingue straniere che non si conoscono.
- Seconda fase: s'individuano i singoli passi e si compie un lavoro di memorizzazione cosciente
 - Terza fase: alcune parti della forma cominciano a diventare sequenza, ma si creano dei “buchi”, dovuti a lezioni mancate e difficoltà personali (durante questo periodo ci sono cambiamenti fisici importanti, sia muscolari che di equilibrio).
- Quarta fase: l’assimilazione comincia a diventare più omogenea, contemporaneamente diventa più difficile estrapolare i singoli passi da studiare, come se la compattezza dell’insieme dovesse soffrirne.
- Quinta fase: si lavora sui micromovimenti all’interno di ogni figura: stranamente questo studio non porta allo smembramento del tutto. Al bisogno di indagare sulla nascita e il percorso dei singoli gesti si unisce una maggiore comprensione della loro interdipendenza.
 Si comincia a percepire la logica del movimento senza arresti e la bellezza del continuo fluire, anche se non si riesce ancora a farlo in questo modo.
Questo succede nelle giornate sì, nelle altre…meglio sorvolare. E’ difficile sapere quando bisogna insistere e quando è meglio farsi una passeggiata.
C.A.
 

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